L’intelligenza Artificiale (AI) è già, da tempo, uno strumento essenziale nel garantire e gestire la sicurezza informatica nelle reti di grandi aziende.
Il metodo del machine learning applicato alle reti neurali permette di osservare, controllare ed analizzare tutti i comportamenti quotidiani della rete e dei suoi utenti, questa base di info, unita al vasto mondo dei Big Data, rende possibile monitorare il regolare svolgimento di tutte le attività di rete ed individuare istantaneamente eventuali spike o anomalie e gestirne il comportamento fino ad attuare drastiche misure protettive.
Di contro i cybercriminali hanno oramai compreso ed implementato le innumerevoli preziose funzionalità che l’AI mette a loro disposizione, sono già state, infatti, attuate truffe importanti con l’uso di filmati deep fake che convincono gli utenti, anche mediamente preparati, che quello che viene loro richiesto di effettuare, derivi proprio dai vertici dell’azienda e quindi reali ed effettivi.
Non ultimo problema da non sottovalutare è quello che sempre più spesso le differenti AI possono consultarsi e condividete dati e modelli comportamentali e questo permette ai criminali di seminare dati non reali in maniera massiva tale da indurre i modelli comportamentali a prendere decisioni utili al compimento del piano criminale.
Il “model collapse” può inoltre portare, con rapidità, i vari ambienti coadiuvati e protetti da installazioni di AI a prendere decisioni drastiche che provocano una specie di effetto cascata tra tutti gli ambienti interconnessi. Si ottiene così una drastica interruzione nella fornitura di servizi essenziali ed il rischio che nel ripristinare tali servizi alcuni sistemi automatici di Cybersicurezza possano venire esclusi o messi in stand by con le conseguenze che tutti possiamo immaginare.